Era il 5 maggio del 1940, in Europa infuriava la seconda guerra mondiale e il regime fascista di Mussolini si preparava a dichiarare guerra a Francia e Gran Bretagna. Quel giorno di 75 anni fa Monsignor Giuseppe Di Donna faceva il suo ingresso come nuovo vescovo della Diocesi di Andria iniziando un cammino destinato a cambiare per sempre la storia e lo spirito religioso della nostra comunità.

In occasione del 75esimo anniversario di quell’importante evento, la Vicepostulazione invita fedeli ed interessati ad unirsi in preghiera alla Celebrazione Eucaristica martedì 5 maggio 2015. La celebrazione si terrà alle ore 20 nella scuola materna “Maria SS. Dell’Altomare” delle Suore trinitarie di Andria.

L’ingresso del Vescovo santo nella nostra comunità segnò l’inizio del suo ministero episcopale. La dedizione alla sua precedente prolifica esperienza missionaria in Madagascar caratterizzò anche il suo servizio da vescovo nella Chiesa di Andria marcando una linea di discontinuità rispetto ai suoi predecessori.

Il suo stile informale e diretto lo guidò quotidianamente nel contatto con la gente, soprattutto coi più poveri e con le vittime del tragico conflitto mondiale sostenendo un’attività di evangelizzazione più incisiva e orientata verso i più bisognosi.

«Chi vide in quel lontano pomeriggio di maggio la sua bianca figura scendere dall’auto all’ingresso della città di Andria, inginocchiarsi in mezzo alla via, baciare il Crocifisso e poi curvarsi a baciare la terra malgrado la pioggia e il fango, dovette presagire bene del nuovo Vescovo». Sono le parole di Mons. Lorenzo D’Angelo, che da persona presente quel 5 maggio del 1940, spiega: «Vi era in quel gesto la semplicità e l’ardore del missionario. E tale rimase in seguito la figura spirituale di S. E. Mons. Di Donna. Semplice nel gesto, scarno nella parola, instancabile nell’azione apostolica, penitente nella vita: è stato sempre così».

Rinnovando l’invito alla messa di commemorazione del prossimo martedì 5 maggio, riportiamo il saluto con cui il vescovo missionario Giuseppe Di Donna abbracciò per la prima volta la comunità andriese: «La vita, la mia attività, i miei affetti si sono orientati verso di voi, divenendo voi, dopo Dio, il centro dei miei pensieri e la ragione del mio essere. Ormai la mia missione in terra consiste nel beneficarvi e nel condurre voi nel Cielo. Dio l’ha voluto, sia fatta la Sua Santa Volontà!».